MEDITO PRIMA DI INCONTRARTI
"Sparirò, se è ciò che occorre,
come sono arrivato, per caso,
così me ne sarò andato.
Non vi mancherò"
Così ho pensato ... queste parole.
DOTTORE LA MIA MALATTIA
Dottore, la mia malattia!
Non capisco, non mi trovo.
Dove sono? Cosa sono?
"Tutti, tutti lo domandano!"
Ma dottore, la mia malattia!
Dottore, dottore!
Io m'odio da me, odio me, io, me
mi disgusto, e m'amo, e amo, e mi schifo.
La mia malattia, dottore,
io, la mia malattia.
"Stia calmo, per carità, è normale!"
Normale?
Sono matto, e mi ammattisco da me,
i problemi mi affliggono,
li alimento perché mi affliggono,
e mi affliggono, perché li alimento.
Dottore, la mia malattia! Deliro!
Normale?! Normale, dice lei,
dottore, lei è intelligente, bravo dottore,
lei sa - anche io sapevo qualcosa,
lei ha studiato - io ho studiato poco
lei mi vede e che?
La mia malattia è l'anima mia,
ella si ammala da sé e ammala se stessa.
Dottore, la mia malattia ...
la mia malattia mi piace.
Questa è la mia malattia!
CI SONO ALTRI
Troverò altri,
sì, forse altri troverò.
Io non sono per voi.
Vi ho voluto bene
vi voglio bene, molto,
perciò rinuncio:
il bene che provo per voi,
è dolore che provoco in voi.
Troverò altri, domani,
magari dopodomani,
sì, forse altri li troverò.
UN BACIO
Quel tuo bacio di prima ...
non so perché,
ma mi ha fatto bene.
... dopo molti giorni di silenzio ti scrivo, ma non ti narrerò nulla della mia vita ...
sabato 28 novembre 2015
giovedì 26 novembre 2015
SCRITTE D'INVERNO #1
Lascia ch'io ascolti,
permettimi di sentirmi amato
accettato, felice, umano.
lascia ch'io ascolti,
orrida voce stridula
immonda creatura.
Lascia, lascia questo corpo,
sta' dietro di me,
lontano da me,
tu
- parte di me.
Il freddo colora il cielo di vetro,
fa l'aria dura, eppure così sottile.
L'inverno profuma, di città, di lavoro,
puzza di fretta e frenesia.
Concentrati in pochi mesi
tutti i giorni dell'anno,
corrono tutti assieme, verso primavera,
lontana primavera.
Quanta speranza verso quella primavera?
E il caldo? diciamo
E il caldo quando tornerà?
Io, dal canto mio, respiro
il freddo è più caldo di un cuore spaventato.
Tornerà primavera ... tornerà.
Tornerò?
Avverto un brivido, dietro la spalla,
una carezza delicata, mano sottile.
Avverto un brivido, sotto le dita,
un fremito ansioso.
Bisogno di volere qualcosa,
paura di farlo.
permettimi di sentirmi amato
accettato, felice, umano.
lascia ch'io ascolti,
orrida voce stridula
immonda creatura.
Lascia, lascia questo corpo,
sta' dietro di me,
lontano da me,
tu
- parte di me.
Il freddo colora il cielo di vetro,
fa l'aria dura, eppure così sottile.
L'inverno profuma, di città, di lavoro,
puzza di fretta e frenesia.
Concentrati in pochi mesi
tutti i giorni dell'anno,
corrono tutti assieme, verso primavera,
lontana primavera.
Quanta speranza verso quella primavera?
E il caldo? diciamo
E il caldo quando tornerà?
Io, dal canto mio, respiro
il freddo è più caldo di un cuore spaventato.
Tornerà primavera ... tornerà.
Tornerò?
Avverto un brivido, dietro la spalla,
una carezza delicata, mano sottile.
Avverto un brivido, sotto le dita,
un fremito ansioso.
Bisogno di volere qualcosa,
paura di farlo.
martedì 24 novembre 2015
DI NUOVO CONGEDO DA UN AMICO
Non dimenticarti di me, perché io ti ho amato.
Forse non te ne sei nemmeno accorto, forse non ti sei reso conto del mio
sentimento, ma è stato davvero così, io ti ho davvero amato e mi dispiace dover
scrivere queste parole, adesso.
Quante volte ho già parlato di questo tristissimo
momento, quante volte mi sono ritrovato a dover raccogliere tutte le idee in un
istante per donarle poi a qualcuno che potesse riceverle e sentirsene
consolato! Troppe, ormai, perché anche una
volta è di troppo. Ma capita, capita che talvolta ci si senta pronti per
compiere l'ultimo, estremo e definitivo - finalmente qualcosa di definitivo
nella vita! Capita e stavolta capita ancora a me, non come un capriccio, non
come la facile soluzione a qualche difficoltà, non come l'ennesima scenata di
una prima donna incontinente. Capita come il risultato di molte, troppe
circostanze che si sono sfiorate fino a comprendersi l'una nell'altra. Qualcuno
direbbe che è una scelta coraggiosa, e forse qualcosa di coraggioso potrebbe
essere davvero rintracciato in un simile gesto, ma quello che non condivido è
quel termine usato così spesso: scelta. Fosse una scelta - lo dico sinceramente
- non la sceglierei. Ma oggi sono qui, incapace, per inettitudine, per
impotenza, per stanchezza, immobile. Non posso reagire, non posso che concedere
che l'ultimo atto venga scritto e che tutto si faccia più silenzioso. Ma allora
perché scrivere anche quest'ultima volta, perché riempire ancora dello spazio,
se si è ormai deciso di lasciare tutto lo spazio del mondo a qualcun altro?
Perché qualcuno, temo, si potrà sentire in colpa. Qualcuno si sentirà colpevole, pur non avendone motivo.
"è ben ragion ch'io lasci
che ridica la cagion del morire, e che l'incida ne la scorza d'un faggio",
scrive Tasso, ma non voglio che qualcuno ritrovi motivo di piangere su se
stesso, perché l'unica ragione per cui mi sono spinto fino a questa soglia è la
mia incapacità, la mia stanchezza.
Sono stanco, stanco e stufo, pieno di noia per
colpa di nessuno, se non per colpa mia. è
la mia natura che è inconciliabile con questa realtà,
perché sono io che non riesco a
sentirmi in pace, mai, sono io che mi
sento sempre a disagio, anche quando non ce n'è neppure un minimo motivo!
Vorrei solo che tu non pensassi di aver sbagliato. Perché
l'unica persona con cui mi sento arrabbiato sono io stesso. Forse anche con
quello che vorrei chiamare Dio, ma non ho mai capito fino in fondo cosa sia
davvero e quindi l'ho smarrito.
Non dimenticarti di me.
NOTTE
Riapro gli occhi senza aver dormito
senza la leggerezza del riposo
della quiete
ritorno al giorno e mi dico:
sei sicuro di non aver sognato?
Hai, alla fine, pensato al tuo sole,
hai, alla fine, riveduto la sua luce,
hai sentito il calore attorno al tuo corpo.
Riparte il giorno, con una tristezza in più:
non ho dormito, e ho solo sognato.
senza la leggerezza del riposo
della quiete
ritorno al giorno e mi dico:
sei sicuro di non aver sognato?
Hai, alla fine, pensato al tuo sole,
hai, alla fine, riveduto la sua luce,
hai sentito il calore attorno al tuo corpo.
Riparte il giorno, con una tristezza in più:
non ho dormito, e ho solo sognato.
Iscriviti a:
Post (Atom)